
Per fortuna l’Italia è un paese elettorale; il voto, il voto spesso e volentieri, oltre a mantenere viva almeno l’apparenza di una democrazia che in sostanza sta, invece, man mano affievolendosi, ha un potere taumaturgico notevolissimo, perché durante tutte le campagne elettorali le cose vanno miracolosamente a posto e se non proprio le fontane buttano vino, gli alberi non stillano miele e i lupi non vanno d’accordo con gli agnelli, può capitare almeno che i conti della sanità pubblica siano in ordine, così in ordine da permettere addirittura di promettere un ulteriore potenziamento della medicina del territorio. Così in Basilicata; peccato che la mitica età dell’oro sia di breve durata, brevissima, appena il tempo di occupare i palazzi e cominciare a verificare che dalle fontane non esce nemmeno più acqua e che i lupi saranno costretti a divorare al più presto tutti gli agnelli.
La Regione Basilicata ha appena approvato un pacchetto di interventi nel settore sanitario che dovrebbero essere utili a contenere le spese e ad evitare un commissariamento che di certo farebbe assai più male alla politica che ai cittadini, dal momento che a far male ai cittadini ha già provveduto la giunta. Il contenimento della spesa sanitaria, infatti, necessario e più che necessario come il contenimento della spesa in molti altri settori, è stato organizzato come sempre accade a danno delle fasce più deboli della cittadinanza, vale a dire anziani, bambini e malati cronici, dal momento che alcune delle misure prese non fanno altro che creare disagio all’utenza, senza peraltro riuscire a dimostrare come sarebbero utili a contenere la spesa. Tanto per fare l’esempio più semplice, la monoprescrizione altro effetto non ha che di costringere il cittadino a recarsi qualche volta in più nello studio del medico e il medico a staccare qualche foglio in più dal ricettario; certo non si determina risparmio se i farmaci per una terapia di durata tot vengono prescritti in una unica soluzione o in più soluzioni. Ma questo è niente. In realtà ci sono misure che avranno di certo ricadute più deleterie sulla cittadinanza. Parliamo, ad esempio, dell’abolizione della pronta disponibilità telefonica e della medicina di gruppo, istituti entrambi capaci di garantire una copertura di assistenza da parte di pediatri e medici di famiglia ben superiore a quella prescritta dall’Accordo Collettivo Nazionale secondo cui la disponibilità telefonica deve essere assicurata soltanto dalle 8:00 alle 10:00. L’istituto economico di pronta disponibilità era stato istituito nel 2006 proprio per diminuire la spesa, offrendo contestualmente un servizio qualificato. Il Dott. Giuseppe Morero, segretario provinciale della Federazione Italiana Medici Pediatri, ricorda perfettamente il suo colloquio con l’allora assessore Carlo Chiurazzi al quale, dati alla mano, aveva dimostrato il notevole risparmio che la pronta disponibilità avrebbe determinato tanto sulla prescrizione farmaceutica, quanto sui ricoveri impropri. I dati successivi, peraltro, non hanno fatto che confermare la previsione. Con il monitoraggio regionale, infatti, affidato alla società Marmo di Pisa, si è registrato che tutti i pediatri della Basilicata sono riusciti a rimanere abbondantemente al di sotto del budget prescrittivo riconosciuto per ogni paziente, arrivando a toccare punte di vera eccellenza allorquando, come succedeva nel 2009 per lo stesso dott. Morero (pediatra con un carico di assistiti tra i più alti della regione), si riusciva a rimanere al di sotto del tetto massimo addirittura fino al 49% . La copertura dell’assistenza medica, peraltro, interessava così un numero elevatissimo di ore nell’arco della giornata, con una presenza assicurata ( tra disponibilità telefonica e medicina di gruppo) dalle ore 8:00 fino alle 21:00. “Il mutato quadro dei servizi, oggi, fa sì che in caso di emergenza diurna potranno rivolgersi al servizio del 118, al Pronto soccorso, e agli studi dei medici di medicina generale, mentre di notte al servizio di continuità assistenziale”: questo l’invito che giunge ai cittadini attraverso un comunicato della Regione nel quale si celebra il risparmio (7,75 euro annue a paziente) senza considerare non solo il disservizio, ma l’aumento di spesa che l’invito a rivolgersi in massa a 118 e pronto soccorso potrebbero determinare. A conti fatti, su tutta la popolazione lucana, basterebbero all’incirca cento ricoveri brevi al mese (ricoveri assai probabili per pazienti “sconosciuti” che si rivolgono ai servizi di emergenza) per determinare una spesa superiore a quel risparmio che ora si evidenzia con cifre ad effetto. Ci si domanda, quindi, perché non tagliare le spese laddove il danno sarebbe minore per la cittadinanza e maggiore per la casta della politica che oggi finge di voler sottrarre privilegio a quella medica; si potrebbe parlare, ad esempio, di certe strutture doppione francamente assai poco utili considerata la demografia della Basilicata. Eliminare il doppione ( chirurgia toracica a Potenza e chirurgia toracica a Rionero; chirurgia estetica a Potenza e chirurgia estetica a Rionero ecc…) comporterebbe un risparmio assai superiore, di fatto interessando un numero assai inferiore di soggetti. Eliminare primariati in eccesso, dirigenze varie, nonché costi gestionali relativi, porterebbe una riduzione considerevole della spesa nel settore sanitario, anche se, forse, sottrarrebbe pure qualche ottimo bacino di consenso elettorale che, in tempi di magra come questi, può invece far sempre comodo. E così, mentre si tagliano i fili del telefono, si aumentano i posti letto nell’ospedale di Muro Lucano, poco importa se il costo di ognuno di essi varia dai 1200 ai 1800 euro al giorno. Nemmeno sulle convenzioni esterne pare si sia portati molto a risparmiare e forse i cittadini dovrebbero essere informati del fatto che i massimali di spesa stabiliti attraverso un accordo di convenzione con la Regione, per una sorta di meccanismo perverso, aumentano di anno in anno facendo in modo che il pagamento del fatturato eccedente venga soltanto differito. In sostanza a spese della Basilicata ci si spezza, ma non ci si piega, perché è più facile che la Regione apra i cordoni della borsa per un ciclo di fisioterapia che non affinché il medico di famiglia ci salvi telefonicamente da un attacco acuto di dissenteria.
Un ultima notazione, inoltre, potrebbe riguardare un aspetto meramente giuridico, cosa di cui poco ci importa in sé ( essendo tale problema caso mai di interesse della categoria medica), ma molto, invece, in rapporto a quella che sta diventando sempre più un’abitudine a tenere in spregio gli accordi contrattuali con i lavoratori. Nell’Accordo Integrativo Regionale, cui l’ACN demanda la regolamentazione di ulteriori forme di assistenza, pubblicato sul Bur del 16/04/2007 ( per la pediatria) e su quello del 01/04/2008 (per la medicina generale) e sottoscritti dall’assessore Rocco Colangelo e dal Dirigente generale Giuseppe Montagano, il primo, e dall’ assessore Antonio Potenza e dal dirigente generale Rocco Rosa, il secondo, al comma 5 dell’art.2 delle disposizioni generali è scritto testualmente: “ Il presente AIR produce effetti giuridici ed economici dalla data di approvazione fino alla data della stipula di un nuovo accordo regionale”; il fatto che un nuovo accordo regionale non sia stato ancora stipulato non ha impedito, però, il colpo di spugna su gli ivi contemplati istituti economici che di tanto aumentavano la qualità del servizio offerto.
Tanto si doveva al diritto dei cittadini di essere informati ed un po’ anche all’arroganza di quanti ritengono che la democrazia sia il diritto di chi governa a fare come gli pare. Per il resto non può che rimanerci il rammarico per quel bel tempo andato in cui Claudia Mori cantava un amore clandestino e sentiva dall’altra parte del telefono una voce suadente rispondere “Buonasera dottore”. Insomma, se il via libero al rapporto telefonico con gli amanti lo sta preparando il decreto anti intercettazioni, per la pace familiare bene sarebbe ricordarsi ora di rispondere con un buonasera ingegnere o architetto, magari. Il dottore, di sera, non può rispondere più.
Anna R. G. Rivelli