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noicittadinilucani
Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
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CARATTERISTICHE E SCOPI
DELL'ASSOCIAZIONE
 
L’Associazione è apartitica, fondata sull’osservanza di regole democratiche ed ispirata a principi di pari opportunità tra uomini e donne nonché al rispetto dei diritti inviolabili della persona; non ha scopi di lucro.
L’Associazione si propone i seguenti scopi:
a) diffondere e promuovere la cultura della giustizia e della legalità;
b) promuovere la partecipazione attiva dei Cittadini alla vita sociale e culturale del proprio territorio regionale e nazionale;
c) favorire tra i Cittadini una comunicazione atta ad agevolare la conoscenza diretta di tutto quanto a vario titolo  li coinvolge e/o attiene alla vita sociale e culturale;
d) diffondere e valorizzare la cultura regionale;
e) svolgere attività di utilità sociale a favore di associati e/o di terzi.



ORGANI SOCIALI



Presidente:
Anna R.G.Rivelli

Vicepresidente:
Michela Merlino

Tesoriere (ad interim):
Michela Merlino

 



 

 

 






 


 


 



 



 


 

 



passaparola


 


 

 

 




La Casta dei giornali

 




Appello per la Giustizia - Per De Magistris  


 

 

 



 




Forza Clementina
 




Free Tibet




 
Io Voto Libero









 




 

 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 




SCIENZA
AMA IL PROSSIMO TUO: SALUTE, AMBIENTE E PREVENZIONE PRIMARIA
9 gennaio 2012

 

Il 14 Gennaio 2012 a Potenza

presso la Sala Congressi dell'Ordine dei Medici (viale Regione Basilicata 3/A)

 si terrà il convegno

 AMA IL PROSSIMO TUO: 

 Salute, Ambiente e Prevenzione Primaria

organizzato dalla Prof.ssa A. Colella e dall’EHPA, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Potenza e Matera.

Il convegno (che avrà inizio alle 8.30 e si concluderà alle 13,30)  verterà sul rapporto tra le politiche sanitarie di prevenzione primaria e le politiche ambientali, un rapporto che necessita di un approccio sempre più multidisciplinare allo scopo di arrivare ad una Medicina Preventiva “aggiornata”, al passo con la conoscenza delle interrelazioni tra la Salute e le modifiche Ambientali della nostra società. Nella popolazione italiana non c’è ancora sensibilità adeguata sul tema del danno ambientale in un momento di rischio per la salute dell’uomo. Il Registro Tumori non basta, le patologie legate all’inquinamento sono tante e per questo servono indagini molto più approfondite sulle varie malattie, come le indagini epidemiologiche geografiche, che servono ad individuare le strutture industriali inquinanti: in Basilicata andrebbero realizzate nelle varie aree vulnerabili, come ad esempio la Val d’Agri, la Val Basento, il Melfese, ecc.
Al convegno interverranno il vicepresidente dell’ISDE (Medici dell’Ambiente), Dott. Ferdinando Laghi, i medici oncologi della Campania e della Liguria, Dott. Antonio Marfella e Dott. Roberto Santi, e Massimo Zucchetti, Professore Ordinario di Impianti Nucleari del Politecnico di Torino.
Cittadini e associazioni sono invitati.

 

vita scolastica
RISPOSTA ALL'APPELLO DEGLI STUDENTI DEL LICEO "FLACCO"
27 dicembre 2011

Homo sum: humani nil a me alienum puto. E’ per questa convinzione, più che per l’essere tra gli “scrittori e poeti della nostra città”, che ci si può ritrovare nel giorno di Natale a riflettere sulle parole di un gruppo di studenti che con dolorosa e “lucida coscienza del vero” avvertono come unica possibilità di salvezza la propria condizione di “ginestre”  in quel deserto sconfinato che, all’improvviso, deve esser loro apparsa la scuola. Con una drammatica e sconcertante lettera -pubblicata su “La Gazzetta del Mezzogiorno” (http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/2011/12/27/noi_studenti_indignati.html )una ventina di ragazzi del liceo Flacco di Potenza invitano “tutti a prendere una posizione”, chiedono “aiuto agli scrittori e ai poeti”, pretendono di “sopravvivere” , di non “essere sopraffatti dal potere”. Laura, Alessandra, Teresa e gli altri si schierano dalla parte di Stefano, lo studente del Pasolini predestinato recente protagonista  di un episodio assai spiacevole avvenuto nella sua scuola. Di tale episodio, è ovvio,  solo chi era presente può conoscere i dettagli, ma, per dirla con quell’altro disadattato di Albert Einstein, “È difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità”. E la falsità appare evidente allorquando  un rapporto educativo finisce per diventare una babele in cui le lingue si confondono e non si riesce nemmeno più a comunicare. Falsità è la scuola stessa che di fronte ad un qualsiasi Stefano, ad un qualsiasi Stefano quanto si voglia brutto, sporco e cattivo, ad un qualsiasi Stefano disadattato, scostumato, con capelli lunghi o orecchini che fossero finanche al naso, di meglio non sa fare che sentenziare, colpire, isolare. La falsità è in un Ufficio Scolastico Regionale che da anni se l’è presa comoda rinunciando a chiedersi il perché di tanti perché che già gli sono stati posti. Eppure la Scuola non deve formare studenti, ma Cittadini, perché i nostri ragazzi di essere studenti smetteranno prima o poi, di essere Cittadini mai. E un Cittadino rispetta le regole, ma si ribella al sopruso; un Cittadino adempie  ai suoi doveri, ma pretende i suoi diritti.  Un Cittadino sa che una prostituta non diventa nipote di Mubarak se pure mezzo parlamento è disposto a sacramentarlo, un Cittadino non smette di sperare che arrivi qualcuno, prima o poi, che non si lasci intimidire dai poteri, dalla politica, dalla convenienza e sappia, alla fine, ristabilire il giusto e pure il vero. E l’unica nota dolce in tanto amaro, è poter constatare che, in fondo, questi ragazzi ancora si rivolgono a noi; a noi “poeti e scrittori” (simboli evidentemente di quella cultura che può cambiare il mondo), ma anche a noi “tutti”, adulti chiamati ciascuno a suo modo ad educarli, a farli crescere, ad insegnargli il dovere con l’esempio di chi compie il suo dovere, il rispetto degli altri con l’esempio di chi rispetta gli altri. Bella è questa solidarietà che stigmatizza, ma non accusa, il comportamento di chi forse per condizione è meno libero, perché la libertà diventa un lusso quando anche la giustizia può sembrare una chimera.

E dunque non solo perché poeta, non solo perché scrittrice, ma soprattutto perché insegnante e madre, sento il dovere di rispondervi, ragazzi, dicendo che io so che quasi sempre voi sapete accettare il rimprovero anche aspro che sia riconoscibile nella sua valenza educativa; so che finite spesso per amarlo quel rimprovero come un atto di amore da parte di chi vi ama, perché non vi ignora, perché si interessa a voi guardando più alla vostra testa che non ai vostri capelli, più alla giovanile rapina dei vostri cuori che alla ingenua protesta di un piercing. Sento di dirvi che mi dispiace che voi possiate sentire nefasta la scuola dove pure trascorrete molta parte della vostra giornata, dove molti di noi si spendono quotidianamente pur consapevoli della difficoltà di un ruolo, sempre alla ricerca del giusto equilibrio tra comprensione e severità, tra testa e cuore. Per questo io vi chiedo scusa per gli errori che commettiamo, perché so che non sempre siamo noi ad avere ragione; chiedo scusa a voi, come ai miei studenti nei confronti dei quali sicuramente ne avrò fatti di errori, porgo a Stefano la mia solidarietà nella speranza che nulla e nessuno possa ostacolare la serenità del suo percorso verso l’ammissione agli esami di maturità. E vi auguro, invece, giorni fasti, fatti della vostra “filantropia” e anche della capacità di riconoscere non solo i torti altrui, ma soprattutto i vostri; dell’attitudine a non presumere mai, ma a saper distinguere sempre; dell’abitudine a non alzare muri, ma a saper creare argini. Questo perché, ragazzi, nella  società che “Giacomo Leopardi di certo non amava immensamente” non tutti sono disposti a spergiurare sulle eccellenti parentele, né a contemplare silenti che “or tutto intorno una ruina involve”.

         Anna R. G. Rivelli

AUGURI (...E REGALIAMOCI TEMPO)
17 dicembre 2011

SOCIETA'
QUELLA STRANA VOGLIA DI VERDE
14 dicembre 2011

Strana città questa città! Strana davvero! L’economia langue, si è sempre più al verde e… i Potentini cosa fanno? Chiedono un parco! Un parco nell’area dell’ex porcilaia. Cose dell’altro mondo! Un parco! “Per farne cosa?” c’è da domandarsi. Per passeggiare? Per fare sport? Per incontrare gente? Ma che follia! Se ci sono tanti centri commerciali per fare questo! Tanti, e tanti ne spuntano ancora. Così a Potenza la giornata del sabato (ma anche quella della domenica, volendo) la si può trascorrere guardando le vetrine e meditando sull’impossibilità di spendere in tempi di magra come questi; anche gli altri giorni, però, sono buoni per una bella, sana e sportiva camminata sui pavimenti lucidissimi di qualche Iper/Super/ Maxi Centro-acquisti dove portare i bambini e accontentarli con poco (relativamente poco) facendoli sedere ad un tavolino ed abbuffare con qualche ipercalorica merenda capace di distrarli da tutte le altre consumistiche tentazioni. A che serve dunque un parco vicino al fiume, nell’area più bella della città? A nulla davvero, se consideriamo che tra poco, finalmente, sarà completato il nodo complesso del Gallitello, con le sue belle aiuole spartitraffico che resteranno verdi poco e niente, con lo smisurato stupore del tunnel che a bocca aperta contempla il suo costo e la sua vaga utilità, col suicidio incombente del Serpentone su un costone ostinato a rimanere pascolo, con la rampa in simil pietra che, come la Sfinge, pone un impossibile quesito sul motivo stesso della sua esistenza. E i Potentini, invece, vorrebbero un Parco! Un Parco con un prato immenso, con la piazza dei giochi e quella degli sport, magari con un piccolo lago o con gli orti didattici; un Parco al posto dell’amianto, un Parco che contenda una fetta di questa città al cemento, che ci faccia dimenticare il Titanic parcheggiato in via Ionio, incapace persino di inabissarsi con quel suo colore cane che fugge; un Parco che ci tolga dagli occhi il cenotafio del Principe di Piemonte e l’inquietante attesa di qualcuno che lo utilizzi per fermarsi a prendere una boccata d’aria, che ci liberi dallo spettro di un Baden Powell che fa così tanto ospizio. Un Parco vero, insomma. Che idea balzana, però! E pensare che gli architetti di Wop ci hanno perduto un anno ad immaginarlo! Gente che non ha nulla da fare, questa! Gente meritevole della gogna del più agguerrito dei Brunetta! E di Antonio Nicastro che cosa diciamo? Di uno che perde il suo tempo ad occuparsi della città, sempre armato di flash? La sua è stata una vera e propria istigazione se oggi tanta gente si stringe intorno a questo, o simile progetto di verde pubblico. In effetti i Potentini sono incontentabili; cosa gli manca? Hanno pure il ponte attrezzato con le sue splendide vetrate panoramiche su un panorama assente. E hanno le scale mobili più lunghe d’Europa, indispensabili davvero, ma soprattutto idonee per un movimentato pick-nick o per una lettura al volo. E i bambini, i bambini cos’altro possono desiderare dopo che il nostro Sindaco ha persino restituito loro la palla per giocare (poco, poco, piano, piano) nel centro storico della città? Comunque l’idea di un Parco è proprio una cosa da accantonare; meglio, invece, pensare ad una cittadella, che ne so, di qualche cosa… prima c’era la “cittadella dei porci” là lungo il fiume; si può pensare, dunque, ad un’altra cittadella dentro questa città che pare una matrioska, che si apre, si apre e dentro ci ritrovi sempre la copia della copia, ma più piccola e bruttina, più inutile ed assurdo duplicato di se stessa. Un Parco, invece, pieno di gente e di vita, pieno più di aria che di Arpab, ci darebbe troppo l’illusione che chi progetta questa città la progetta anche per chi ci abita, per chi la vive, per chi l’ha scelta e per chi ci è capitato, per chi la ama e per chi vorrebbe amarla e per chi non vuole che restarci diventi una condanna.

                 Anna R.G.Rivelli
POLITICA
L'ITALIA VENDUTA
8 dicembre 2011

 

 

 Per chi non l'avesse visto, ecco un filmato illuminante -realizzato con telecamera nascosta- andato in onda il 7 dicembre scorso  su La7; da quanto si vede e si sente si evince chiaramente che gli italiani dovrebbero essere risarciti e che a deputati e senatori dovrebbero essere tolti sin da subito i vitalizi e ogni altro beneficio, perché hanno venduto l'Italia in nome dei cazzi loro ( l'espressione è presa in prestito direttamente dall'onorevole (?) Razzi, ex IdV, che afferma che il Parlamento è una banda di malviventi dove ognuno -appunto- pensa ai cazzi suoi). Il bello è che a commentare il filmato su La7 c'era proprio Di Pietro il quale continuava a dire che lui non sa, che lui crede, che lui non può conoscere tutti e blabla blabla blabla... E' evidente, invece, che Di Pietro sa benissimo tutto e gli conviene così... a lui convengono i voti a qualsiasi costo, i rimborsi elettorali a qualsiasi costo e i nominati a qualsiasi costo. Nella trasmissione "Gli Intoccabili", commentando proprio questo filmato, ha avuto il coraggio di dire che lui non vuole nominati, ma eletti dal popolo, perché questi sono costretti a rispondere al popolo. Proprio come è avvenuto al Consiglio Regionale di Basilicata dove agli eletti è stato negato l'assessorato ed è stata imposta (con telefonata di Di Pietro direttamente al Governatore Lucano) l'attuale assessore ( sig.ra Rosa Mastrosimone) che, pur candidata, non era stata scelta dagli elettori. Oggi, se la Mastrosimone ( di cui Di Pietro conosce vita, morte e miracoli, perché ben reso edotto dai dissidenti che si opponevano all'ennesima udeurizzazione dell'IdV) risponde ai diktat del Governatore e non ai cittadini ( schierandosi addirittura contro i consiglieri del suo stesso partito Enrico Mazzeo e Nicola Benedetto) pur di non perdere il suo posto in giunta, Di Pietro ancora può dire che non ne sa nulla?   Di Pietro in realtà doveva conoscere Razzi almeno quanto conosce la Mastrosimone che, probabilmente, sarà prossimamente eletta in Senato o in Parlamento perché la legge elettorale l'IdV la vuole cambiare solo a parole, altrimenti Di Pietro non avrebbe fatto eleggere in Sicilia il suo fido scudiero Belisario, né l'avrebbe garantito in due regioni nell'ultima tornata elettorale, fregando quelli che si sono spesi per raccogliere voti. Benché sia d'obbligo, però, evidenziare le contraddizioni dell'IdV ( partito pericolosissimo in quanto capace di carpire il consenso dei cittadini sbandierando valori quasi del tutto assenti al suo interno), è pure evidente che il problema dell'Italia non è solo Di Pietro, né solo Berlusconi; solo una verità,infatti, si può apprendere da Antonio Razzi, e cioè che a governarci c'è stata ( e ancora c'è) una banda di malviventi che pensa solo agli affari suoi e che noi altri in questi anni, grazie a un Porcellum e a molti porci, non abbiamo potuto far altro che avallare una compravendita di candidature nei vari partiti regolamentata da precise e sostanziose tariffe. In pratica ci è stato sottratto del tutto il diritto di scegliere i nostri rappresentanti, IN PRATICA SIAMO STATI TRUFFATI. Per questo sarebbe veramente equo fin dalla presente legislatura  togliere a deputati e senatori qualsiasi beneficio, allo stesso modo di come si toglie l'eredità a quei figli che ammazzano i genitori per potersene impossessare prima. D'altro canto, perché bisogna ritenere diritti acquisiti così evidenti e spudorati privilegi, quando i contratti dei lavoratori si modificano di continuo negli anni fino a diventare tutt'altro rispetto a quelli che in origine erano? 
 
              Anna R.G.Rivelli

 

 
 
televisione
SE NON BASTA IL TERZO GRADO
28 novembre 2011

 

La Basilicata non vuole che quello dei Fidanzatini di Policoro rimanga un mistero per sempre; e se per arrivare alla verità il terzo grado non basta, è giusto provarci anche col quarto . Tutti sempre con mamma Olimpia, tutti sempre in attesa della verità.

A causa di problemi tecnici la trasmissione è stata rinviata a VENERDI'  9 DICEMBRE 2011

 ORE 21,10

       SU RETEQUATTRO

 

diritti
TUTTI CON OLIMPIA (IN ATTESA DELLA VERITA')
21 novembre 2011

Ventitré anni sono un tempo infinito per arrivare alla verità, ma questo a patto che la verità la si voglia trovare davvero. Ventitré sono gli anni in cui mamma Olimpia ha dovuto lottare per approdare sempre a nulla: ventitré anni di lotta per soli vent'anni di vita di un figlio. Cosa c'è dietro questo mistero; chi è stato ed è ancora così potente da sfuggire alla giustizia degli uomini; chi ha ucciso Luca e Marirosa; chi ha mescolato e ancora mescola le carte; a chi hanno dato troppo fastidio i due giovani uccisi: sono queste le domande che noi tutti lucani ci poniamo ogni giorno. E questa terra non avrà pace, finché non avrà pace Olimpia. Siamo tutti con lei, in attesa della verità.

Pubblichiamo di seguito la lettera  al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. Leonardo Gallitelli, con la quale mamma Olimpia chiede formalmente l’intervento dei RIS per chiarire i  punti oscuri ulteriormente emersi in questa vicenda, tra i quali il terribile sospetto che la salma sottoposta all’autopsia condotta dal Prof. Introna non sia quella del figlio  Luca. Riceviamo da Libera Basilicata, e volentieri pubblichiamo, i link di articoli che raccontano i recenti sviluppi del caso "Fidanzatini di Policoro".

  

***

E’ con grande fiducia e speranza che rivolgo a Lei questo mio appello.                    Sono Olimpia Fuina, madre di Luca Orioli, morto nell’88 a Policoro, in situazione tuttora volutamente misteriosa. L’anno scorso sono state riesumate per la seconda volta le salme di Luca e Marirosa (cosiddetti Fidanzatini di Policoro). Oltre ai numerosissimi depistaggi e insabbiamenti che costellano il caso, ci sono perizie truccate, riconosciute reati e fatti prescrivere. Al tutto si aggiunge l’inquietante mistero della sparizione degli organi interni (visceri, fegato, polmoni, cuore, lingua, trachea, osso ioide) e dei vestiti che Luca indossava al momento della morte, conservati nel cimitero di Policoro e misteriosamente ricomparsi, non si sa quando, presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università La Sapienza di Roma, peraltro mai incaricato di procedere a perizia su tali reperti. Gli stessi, nel tentativo ultimo di prelevarli da Roma e consegnarli direttamente ai familiari, come se non si trattasse di preziosi elementi di indagine per una definizione certa di morte, sono risultati persino privi di un elenco. Agli atti non esiste nessun verbale che certifichi né la presa in consegna di tali reperti, né i relativi esiti.Dopo la permanenza di quasi un anno presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari, e, con le indagini ancora in corso, la Procura di Matera decide di ritumulare frettolosamente le salme senza spiegare le ragioni di una tale scelta, noncurante della contro-perizia redatta da tre autorevoli Professori dell’Università di Siena che smontano radicalmente quella di Ufficio, argomentandola adeguatamente e documentandola con una ricca letteratura scientifico-medico-legale. Un mio timore è che in quella bara possa non esserci il corpo di mio figlio, ragione per cui non posso accettare l’invito pressante e minaccioso di prenderlo in consegna. Me lo fa pensare il fatto che dagli atti relativi all’ultima perizia di ufficio non risulta l’analisi del DNA con i confronti dei familiari che ne possano determinare l’assoluta certezza.Me lo fa pensare, inoltre, il fatto che il corpo radiografato presenta agglomerati, non meglio definiti, che sarebbero propri di un corpo di anziano.Luca aveva 20 anni. Chiedo e mi auguro, alla presenza di un’Italia intera, che con me chiede e aspetta giustizia, che Lei voglia coinvolgere gli esperti dell’Arma dei RIS, per far piena luce sui troppi punti oscuri mai affrontati seriamente, spesso banalizzati, ignorati o, alcuni, addirittura, mai presi in considerazione. Lei rappresenta la mia ultima fondata speranza. Confido nel Suo noto impegno a difesa del diritto di tutti e di ciascuno. Non è possibile accettare una perizia, dimostrata scientificamente falsa, inutile sotto il profilo tecnico, decisamente dannosa per la verità. Indubbiamente è una verità che scomoda molte poltrone. Non è possibile pensare che un PM, non volendo approfondire la parte scientifica, con la scusa di non averne la competenza, rifiuti totalmente il confronto e il riscontro oggettivo delle due perizie, così fortemente contrastanti, facendo serio riferimento alla letteratura scientifica di relativo supporto da cui invece far scaturire la dovuta competenza come io stessa, misera mortale, ho potuto maturare. Occorre solo intelligenza e volontà a farlo. E’ ciò a cui io ho dovuto fare ricorso per combattere un sistema avverso alla difesa del diritto giusto. Non è possibile accettare a “scatola chiusa” una verità che avrebbe tutti i requisiti per essere considerata preconfezionata. Lo dice il fatto che la porta dichiarata grandemente aperta dalla madre della ragazza, venga poi considerata chiusa dall’ultima perizia. Lo dice inoltre il fatto che persino l’ipotesi fantasiosa della morte, avanzata dal Prof. Introna, è fallace anche sotto il profilo logico. Secondo quest’ultima ricostruzione, i due ragazzi sarebbero entrati nel bagno, avrebbero chiuso la porta per fare l’amore (un gesto superfluo poichè in casa non c’era nessuno), la ragazza si sarebbe sentita male e sarebbe caduta, Luca avrebbe cercato di aiutarla, cadendo anche lui, e, stranamente, questa volta la porta è socchiusa. Chi l’avrebbe socchiusa? Luca mentre moriva? E poteva Luca morire di monossido di carbonio con la porta semiaperta? Avrebbe potuto prima di morire, socchiudere la porta e distendersi in maniera composta millimetrando l’esiguo spazio disponibile? E’ possibile che una caduta bassissima, dolce, come quella che si sarebbe verificata, a loro dire, a brevissima distanza dal rubinetto e dalla mensola, entrambi ritenuti probabili oggetti contundenti, possa aver procurato una ferita lacero-contusa di 14 cm, all’epoca? E come mai non c’è traccia di sangue? E come mai una caduta così lacerante non avrebbe fatto cadere i flaconcini sistemati sulla mensola accanto al rubinetto? Può un PM ignorare cose così gravi e giustificare quanto accaduto quella notte, e durante il corso di 24 anni, continuando ad addurre le irresponsabilità (tante) alla superficialità, alla non professionalità, all’età giovane degli inquirenti avvicendatisi nel gioco al massacro della verità? Qualora ciò fosse possibile, credo, come cittadina che paga le tasse, di poter pretendere che tali professionalità non possano continuare ad occupare quei posti. La cosa grave è che lo Stato possa continuare anch’Esso ad ignorare una vicenda così scabrosa, che calpesta il diritto del cittadino, annienta la dignità della persona oltre che del dolore, e offende pesantemente la sua stessa Costituzione. Lo Stato ha il dovere di assicurare piena efficienza ai suoi cittadini. Lo esigo. Lo pretendo. Gli italiani hanno diritto e bisogno di sapere “perché”. …..Si difendono i poteri forti?…. Vorrei poterlo non pensare. Ma Qualcuno mi aiuti a farlo. E’ l’Italia, quella che segue con attenzione e con forte coinvolgimento emotivo le vicende dei suoi connazionali, che vuole saperlo, con me. E’ dovuto. La verità che, così convenientemente si vorrebbe difendere esclusivamente nelle aule di tribunali, se tale, non può temere la piazza né i mass media, che grande mano invece stanno dando alla ricerca della verità. La scienza non è un’opinione, ed io non posso accettare la chiusura del caso, ancora una volta, per approssimazioni gratuite e infondate non solo scientificamente ma anche oggettivamente secondo i fatti presenti agli atti. Solo chi teme il confronto e un probabile affronto alla propria professionalità, preferisce le aule di tribunale e rinuncia ad informare le folle che attendono da anni una tesi attendibile, sotto il profilo scientifico, e, condivisibile sotto il profilo logico. A chiusura del caso serve infatti una “tesi” scientifica che è ancora possibile cercare sui miseri resti (se sono quelli) sbranati finora dal potere onnipotente indiscriminato e inoppugnato dell’Istituzione preposta ad accertarne invece la verità. Confidando in un Suo intervento La saluto cordialmente.

                    Olimpia Fuina Orioli

 

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POLITICA
DELIBERA 1623: EPIGRAFE SUL SEPOLCRO VERMINOSO
19 novembre 2011

Qualcuno avrebbe dovuto pur dirlo a Roberto Speranza che ad alzare l’asticella qualche rischio c’era; a pensarci bene, però,  forse qualcuno gliel’ha detto, perché l’asticella del centrosinistra lucano non si è mossa affatto dal giorno di quel suo fatidico discorso, eppure i suoi compagni ( oddio, compagni! Questa parola non  se la meritano proprio) stanno tutti là stracollati, inciampati miseramente nel livello raso terra che nemmeno sono riusciti a superare. La massima espressione di buonsenso e di etica del nostro governo regionale si è concretizzata al più in qualche minzione tempestiva, arrivata giusto in tempo per non stare ( e rubiamo le parole al Consigliere Autilio) né con i buoni, né con i cattivi. Se qualcuno ha osato di più, è stato prontamente attaccato a iniziare dal suo stesso partito, perché in questo immondo regno caecorum nemmeno ad esser monoculi si è tollerati. La delibera 1623 del giorno 8 novembre scorso è l’epigrafe sul sepolcro verminoso che è il Palazzo Regionale; Vincenzo Sigillito viene promosso ancora dai suoi compagni di merende ( ecco, magari qui la parola compagni ci sta) con un incarico dirigenziale che non solo è atto a confermargli una posizione di potere, ma tende evidentemente anche a spianargli la strada per una eventuale scarcerazione. Vincenzo Sigillito, accusato di disastro ambientale ed omissione di atti d’ufficio, viene nominato dirigente della struttura "Ufficio monitoraggio, sistemi informativi, banche dati, supporto alla programmazione" del Dipartimento Agricoltura Sviluppo Rurale Economia Montana della Regione Basilicata; sarà forse perché Vincenzo Sigillito il suo buon contributo all’agricoltura e allo sviluppo rurale lo ha già dato facendo in modo che le nostre migliori produzioni agroalimentari rischiassero ( ma è soltanto un rischio?) di essere danneggiate in modo irreversibile. Ed eccolo ancora presente nei nostri incubi di cittadini, perché un manipolo di signorotti ha deciso di non creare anelli deboli nella catena che li lega stretti gli uni agli altri. Ma non è stato fatto un processo, non c’è una sentenza? Intanto ci sono dati inconfutabili di un inquinamento che è stato colpevolmente taciuto, ma poi perché tanta fretta in certi “aggiustaggi”? Perché, se ritenuto innocente, Sigillito non è stato lasciato all’Arpab? E, ancora, perché il tenente Giuseppe Di Bello ha subito un trattamento ben diverso per aver, lui sì, svolto appieno il proprio dovere professionale e morale? E che dire della successione per via dinastica che si attende per Restaino, altro sospettato eccellente? In quale legge, di grazia, è scritto che l’assessore che va via può fare testamento della sua poltrona?

Presidente De Filippo, ho persino pudore a dirle che si dovrebbe vergognare per l’arroganza con cui sta trattando la sua gente, per l’indifferenza che sta dimostrando al bene comune, per l’impudenza con cui sta gestendo una regione come se fosse un suo feudo. Ho pudore a dover dire al mio Presidente che i cittadini non ne possono più,  che si sono sentiti abbandonati prima, vessati adesso, strumentalizzati sempre dal cumulo di menzogne che gli si versano addosso per blandirli, ingannarli, ricattarli. Presidente De Filippo, mi duole dover far notare a lei, che ama professarsi cattolico praticante, che il rispetto per la vita è venuto completamente meno in questa regione e con esso ogni barlume di giustizia sociale, e che non è con i rimpasti che si risolveranno le cose, bisognerebbe avere l’umiltà di ricominciare da zero. Se tornare indietro è impossibile, insomma, che si abbia almeno il coraggio  di fermarsi per  poi provare a ripartire.
  
                    Anna R.G. Rivelli
POLITICA
INDIGNATEVI, LUCANI!
17 novembre 2011

L'ex direttore dell'Arpab Vincenzo Sigillito, dalla metà di ottobre agli arresti insieme al dirigente Bruno Bove perché accusato di disastro ambientale e omissione d’atti d’ufficio, è già stato "sistemato" dai suoi sodali i quali, evidentemente, temono di più il disastro di un possibile  effetto domino  nell'ambiente politico. L'etica della politica nostrana, la volontà  di "alzare l' asticella", l'attenzione ai diritti dei cittadini è tutta riassunta nella delibera 1623 che qui di seguito riportiamo. L' 8 novembre scorso Vito De Filippo, Agatino Mancusi, Rosa Gentile, Attilio Martorano, Rosa Mastrosimone, Emilio Restaino,  tutti insieme appassionatamente, affidavano al dott. Vincenzo Sigillito ( a questo stesso dott. Vincenzo Sigillito!!!) la direzione della struttura "Ufficio monitoraggio, sistemi informativi, banche dati, supporto alla programmazione" del Dipartimento Agricoltura Sviluppo Rurale Economia Montana della Regione Basilicata. Non male per uno che ha nascosto i dati dell'inquinamento per circa dieci anni! E adesso, per far finta di cambiare qualcosa, il Presidente De Filippo, come fosse cosa normale, aspetta che sua eccellenza Erminio Restaino, "protagonista negativo di una brutta vicenda di clientelismo, sulla quale la magistratura farà chiarezza ", designi il successore al suo feudo.

INDIGNATEVI, LUCANI!

QUESTA GENTE VA MANDATA A CASA

 

Le altre tre pagine della delibera  a questo link http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/post/2700012.html




permalink | inviato da associazionencl il 17/11/2011 alle 23:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
I PESCI SONO SEMPRE MORTI
17 novembre 2011

 

Pubblichiamo l'intervento integrale del Vicepresidente del Consiglio Regionale della Basilicata, dott. Enrico Mazzeo Cicchetti, nel Consiglio del 3 novembre scorso (l'intervento è disponibile anche in video a questo link http://vimeo.com/31651356 ). Ci teniamo a sottolineare che il dott. Mazzeo (eletto nelle liste dell'IdV) è avversato nella sua azione politica prima di tutto dai vertici del suo stesso partito; questi, piuttosto che schierarsi dalla parte dei diritti dei cittadini, preferiscono tenersi buona la maggioranza a cui appartengono e il Presidente Vito De Filippo che , all'atto della costituzione della sua giunta,  nei confronti del sedicente partito dei valori ha acquisito il grande merito di aver ceduto alle pressioni di Di Pietro ed aver rimosso un assessore nominato soltanto da  poche ore per far posto al segretario regionale IdV Rosa  Mastrosimone, fresca di bocciatura delle urne. 

 

Intervento di Mazzeo Cicchetti Enrico del 03/11/2011 (DISCUSSIONE SU SITUAZIONI AMBIENTALI RELATIVA AL CENTRO OLI DI VIGGIANO, AL LAGO PERTUSILLO, AL FIUME NOCE E TERRITORI LIMITROFI.)

 
Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, signori della Giunta Regionale, noi siamo qui oggi a fare valutazioni squisitamente politiche sulla relazione dell’Assessore all’Ambiente che ci è stata letta e consegnata nell’ultimo Consiglio.
In quella seduta abbiamo deciso tutti insieme che, prima di dare una valutazione completa di quella relazione, era opportuno approfondire i dati a supporto di quella relazione e per questo motivo abbiamo tenuto una Terza Commissione allargata a tutti i Consiglieri che avessero avuto la sensibilità di partecipare per ascoltare Agrobios e ARPAB e, poi, anche ISPRA, per una parte molto marginale sulla questione di questi benedetti dati.
Noi stiamo facendo questo dibattito in una situazione molto difficile, non so se tutti hanno la percezione di questo, lo stiamo facendo in una situazione di crisi, che è economica e sociale, lo stiamo facendo in un contesto di crisi profonda della situazione ambientale della Basilicata e siamo in una fase di svolta dove la questione ambientale della Basilicata non è una delle tante questioni presenti sull’agenda politica della Giunta, ma è la questione che attiene al futuro di questa terra e a quello che sarà lo sviluppo, se sviluppo ci sarà, nei prossimi decenni.
Non tutti hanno la percezione di questo o la sensazione.
Viviamo una situazione particolare, abbiamo la discesa in campo finalmente della Magistratura, che, come al solito, svolge azione vicaria della politica, di una politica che non è capace di autoemendarsi, di trovare al suo interno responsabilità e connivenze e aspettiamo sempre la Magistratura, tutti rispettosi della Magistratura, ma ogni volta che la Magistratura interviene prima della politica è una sconfitta ed è il segno della crisi morale della politica.
Allora, noi viviamo con questa situazione ed in questa situazione facciamo questo dibattito. Se voi mi chiedete stamattina, cari colleghi, se sui dati forniti da ARPAB e da Agrobios, io metterei la mano sul fuoco, non mi chiedete di metterla, non ho l’amianto attorno alla mia mano, non so, però non sono in grado oggi di dare dati contrari e allora mi sono ripiegato in Commissione, seduto dalle 10 alle 18, non mi sono alzato nemmeno per i bisognini, pur di ascoltare e di non perdere una parola di quelle relazioni e di quei dati e mi sono permesso di fare anche delle domande. Mi sono reso conto che purtroppo queste domande hanno creato un po’ di nervosismo, prima di tutto nel signor Presidente della Giunta Regionale, che forse stressato dal dover svolgere troppo spesso azioni vicarie, perde facilmente la calma.
Sono stato oggetto di un attacco personale, sono stato oggetto di un’offesa personale e professionale, alla quale ho risposto in modo istituzionale, come anche la stampa ha riportato, invitando il Presidente a non scadere all’insulto durante i lavori del Consiglio, a tutti i livelli, sia pure in Commissione. Ma ripeto, giustifico il Presidente per questo stress a cui è costretto perché in quella Commissione sembrava che avesse commissariato - mi consentirà l’Assessore all’Ambiente - tutte le risposte politiche, o non le dava lui e non le dava l’Assessore.
Allora analizziamo che cosa è venuto fuori, io non voglio parlare di dati tecnici, voglio parlare di contraddizioni che si sono evidenziate leggendo quelle carte ed invito tutti i colleghi a leggere quelle carte e a leggere con un appello, prima di tutto, alla propria coscienza di cittadini, di consiglieri regionali e per quella parte che è seduta in questo Consiglio anche di colleghi medici, di leggere quelle carte con l’onestà intellettuale che dobbiamo, nel rispetto delle coscienze e nel rispetto che dobbiamo alle popolazioni che ci hanno fatto sedere in questi scranni.
Allora, i dati che sono emersi e sono oggetto di contraddizioni sono questi: l’ H2S a Viggiano viene monitorato dall’aprile 2011, le estrazioni si fanno dal 2009, non c’è controllo continuo sulla emissione ai camini nel Centro Oli di Viggiano, mentre esistono le tecnologie per farlo. Sulle diossine parliamo dopo.
Nell’aprile 2011, se non sbaglio quel giorno forse c’era anche Consiglio Regionale, mentre si faceva un dibattito qui, proprio su questi temi, fu detto che qui c’erano valutazioni di impatto emotivo sulla questione Centro Oli di Viaggiano; in quella contingenza 23 operai sono andati all’ospedale di Villa D’Agri per intossicazioni da inalazioni di gas tossici.
Non c’è una parola, Assessore, su tutta questa vicenda, non c’è una parola, emerge soltanto dai vostri dati, io non me la sento di dire i nostri dati, perché non sono i miei dati. Non li faccio miei quei dati, ma da quei dati si evince che l’ARPAB dichiara: “Sì, è vero quel giorno c’è stata l’emissione di gas nocivi nell’area”, contestualmente l’ENI comunicava: “Le nostre centraline non hanno riscontrato niente”, a conferma della non credibilità di tutto questo sistema di monitoraggio che è stato tanto sbandierato.
Assessore, la sua relazione si divide in due parti: la parte che riguarda il Centro Oli e la parte che riguarda il Pertusillo. Quella è una sua relazione perché l’ha firmata lei, però mi dovrà consentire, Assessore, che la parte sul Centro Oli sembra scritto da un ingegnere minerario dell’ENI e devo dire che lei, se ha scritto veramente lei tutte quelle cose scientifiche sul Centro Oli, ha un futuro come ingegnere minerario; mentre sul Pertusillo siamo completamente generici e di poco approfondimento.
E quindi sull’incidente c’è stato nulla, l’Assessore non ha sentito il dovere di dire niente. Sulla questione dell’Agri, finalmente abbiamo documentato che nell’Agri ci sono idrocarburi - Assessore, avrà la sua occasione per replicare , nell’Agri ci sono finalmente idrocarburi, sono stati accertati con una percentuale diversa che va dalla zona tra Villa D’Agri alla diga del Pertusillo dove aumentano. Ma la cosa più sconcertante, Assessore, sa qual è? Che quando io ho fatto la domanda in Terza Commissione: “Avete controllato le acque a valle della diga del Pertusillo?”, il signor Presidente della Giunta Regionale mi ha quasi deriso dicendo che c’era a valle della diga l’impianto di potabilizzazione ed io ho vissuto nella Val d’Agri la mia infanzia e in quel lago ho fatto tante cose (….)
(Interruzione)
Però io voglio ricordare una cosa, sempre dai vostri dati, quando è stato presentato il rapporto sulle acque del lago, il cosiddetto livello LIM, che lei conosce benissimo, Assessore, è sempre due, cioè uno è l’acqua che si beve, due è un pochino peggio, cinque è il peggio.
Dunque, a monte della diga del Pertusillo siamo a LIM 2, nella diga del Pertusillo siamo a LIM 2, a valle dell’impianto di potabilizzazione siamo sempre a LIM 2! Ma scusate allora l’impianto di potabilizzazione che lo teniamo a fare! Cioè, se il LIM è 2 anche sotto, a Sant’Arcangelo, dove c’è stato prima l’impianto di potabilizzazione, ma scusate questi sono dati su cui possiamo ragionare?
Nello stesso tempo l’Agrobios dichiara per iscritto: “Nel 2010 la situazione è migliorata”, pubblica però solo i dati fino al 2007 e quando va a parlare delle acque dell’Agri a Montemurro e a Villa D’Agri, in entrambi i casi li descrive come “ambiente fortemente inquinato e fortemente alterato”. Allora, Assessore, per favore ci dica una volta per tutte, sul piano politico, non tecnico, di quali dati ci dobbiamo fidare.
E arriviamo ad altri argomenti: quel famoso protocollo ambientale, io l’ho detto anche in Commissione e ho ricevuto una risposta sommaria e generica. C’è un protocollo ambientale che a pagina 9 della sua relazione, al secondo paragrafo, dice che è stato sottoscritto tra ARPAB, ENI e Viggiano, condiviso da tre e firmato da due, e Viggiano non l’ha firmato perché non lo condivide, Assessore, e non perché non ha avuto tempo, perché quando mi è stato risposto che Viggiano non aveva avuto tempo gli ho ricordato che questo protocollo è stato firmato il 12 maggio del 2011 e siamo ad ottobre ed in un quarto d’ora di tempo, se erano d’accordo, si poteva pure fare e far firmare questo protocollo.
Giustamente diceva Romaniello che quell’Osservatorio ambientale della Val D’Agri, sul piano tecnico-scientifico, è inattendibile, ma se dico inattendibile, dico un dato scientifico, quindi dico è ridicolo! Perché voi avete messo a controllare gli stessi fornitori dei dati; quelli che sono nel libro paga della Regione, che prendono i contributi dalla Regione, sono gli stessi che devono controllare i dati. Ma veniamo brevemente (....)
Veniamo un attimo alla questione Pertusillo dove veramente siamo al ridicolo più assoluto, Assessore. La Giunta Regionale nel giugno 2010 ha dato incarico all’ARPAB, fornendo mezzi, per studiare il problema del Pertusillo. Se non sbaglio, e mi rivolgo ai colleghi che parleranno dopo di me, siamo a novembre 2011 o no?
Noi ancora, dopo un anno e mezzo, Assessore, non siamo in grado di dare risposte ai cittadini, e non posso accettare la sua risposta data a denti stretti dal palco della Terza Commissione quando ha avuto l’imprudenza di dire: "I pesci del Pertusillo sono sempre morti". Un Assessore all'Ambiente non dice questo, è stata veramente grave la sua affermazione.
Ma veniamo al merito. Lei dichiara - gliel'ho detto in Commissione e non ho avuto risposta - nella sua relazione che sono state trovate alghe potenzialmente tossiche, quasi a spiegare che questa è la causa della morte dei pesci. L'A.R.P.A.B. dice: "Non abbiamo trovato alghe tossiche".
Assessore, qui - lo dico al collega Straziuso, che parlerà dopo di me - non ci sono valutazioni mediche, qui non ci sono valutazione scientifiche da demolire, di Mazzeo che parla di dati tecnici; qui è buon senso, perché qualcuno non ha letto la relazione dell'altro.
Nessuna analisi in un anno e mezzo è stata fatta sulle carcasse dei pesci o sui pesci vivi; non è stata ricercata nessuna sostanza tossica nei pesci vivi.
Ho invitato l'A.R.P.A.B. a non fare le analisi sui pesci morti, perché i tempi di decomposizione possono alterare le composizioni. Con tutto questo, silenzio assoluto in un anno e mezzo.
La colpa è degli scarichi fognari, come se noi avessimo avuto sempre in Val d'Agri dei grandi depuratori, perfetti, che poi da qualche mese si sono rotti. I depuratori non ci sono mai stati; non solo non ci sono mai stati, ma la popolazione era maggiore prima e adesso è minore. Come si spiega questo aumenti degli scarichi? Queste sono le contraddizioni politiche.
Oggi non dovremmo parlare di Fenice, ma mi dovete consentire due ciliegine sulla torta: una è sul prelievo al camino di Fenice, ed io invito i colleghi che vogliono parlare dopo di me a smentire tutte queste cose che dico.
L'A.R.P.A.B. dichiara: "Abbiamo fatto 10 campagne di prelievo dal 2004 - praticamente poco più di una all'anno - in giorni concordati con Fenice", però voi sapete, cari amici, lo sapete tutti quanti, che le emissioni cambiano in funzione di cosa si brucia quel giorno: se si brucia la carta ho delle emissioni, se brucio la plastica ho altre emissioni, però è stato concordato.
Non solo, ma mentre per l'A.R.P.A.B. in aula, in Terza Commissione, il tecnico dichiara: "Abbiamo fatto prelievi della diossina episodicamente fino al 2009", il suo direttore generale ha dichiarato un'altra cosa; a pagina 95 del resoconto della Commissione dichiara: "Facciamo controlli ogni 3 mesi, li fa Fenice e li manda all'A.R.P.A.B.".
Assessore, se lei è ottimista, se lei vuole continuare con il suo Presidente della Giunta Regionale a chiudersi nel fortino e dire che è tutto a posto, lo faccia, ma noi abbiamo da rispondere prima di tutto alle nostre coscienze.

 

Allora io concludo dicendo: colleghi consiglieri regionali, su questi temi non c'è appartenenza di maggioranza e minoranza; su questi temi non c'è disciplina di partito; su questi temi c'è la nostra coscienza nei riguardi dei nostri figli e le prossime generazioni, quindi prima di andare a smentire queste carte cerchi, Assessore, di presentare un piano vero, che parta prima di tutto dalla verità.
 
 

L'I.S.P.R.A., che voi avete chiamato per darvi supporto, ha solamente detto una cosa: “ho trovato dei laboratori di altissimo livello”. Che significa? Che noi a spendere i soldi siamo bravi, cioè a comprare l'attrezzatura siamo bravi, basta vedere i bilanci dell'A.R.P.A.B. e le spese fatte.
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